Vetrificazione

La vetrificazione proviene da studi nanotecnologici (studio della materia su scala inferiore al micrometro detto anche calibro palmer, più preciso del calibro che normalmente si conosce, riesce a misurare lunghezze fino al milionesimo di metro,in poche parole è lo studio di mondi straordinariamente piccoli), ed è costituita da vetro liquido, il quale tramite lavorazione manuale, penetra nelle microporosità delle superfici da trattare.

L'acqua scivola via dalla superficie sotto forma di perle, come nei fiori di loto.

Nel 1982 Willhelm Barthlott, botanico tedesco , ha scoperto con il microscopio elettronico perché le foglie della pianta di loto sono autopulenti: le foglie della suddetta pianta, non erano liscie come si immaginava, ma Nano-ruvida. Gli invisibili e minuscoli rilievi della struttura delle foglie non permettono ai liquidi e alla sporcizia di aderire sulla superficie della foglia.

Caratteristiche tecniche:

• non fa pellicola
• non altera le caratteristiche estetiche della superficie
• è permanente
• antibatterico
• semplifica le pulizie quotidiane
• non ingiallisce con raggi UV
• non viene intaccato da sostanze chimiche

Le superfici interessate sono: pavimentazioni ( gress,cotto,ecc...), vetri (box doccia, vetrate, vetri
sabbiati, specchi, ecc...), acciaio (battiscopa, forno, lavelli, rubinetterie, cappe, piano cottura, ecc...).

La vetrificazione può essere utilizzata anche nelle problematiche presenti nelle vetrate. Spesso calcare ed esalazione di ossido dell'infisso provocano forti inestetismi immutabili, almeno fino ad oggi. Grazie alla vetrificazione non solo si risolvono le problematiche sopra indicate ma sigillando i famosi pori si riesce a mantenere un vetro più pulito del solito, proprio perchè lo sporco tende a scivolare dalla superficie.