Lucidatura Pavimentazione

 

La lucidatura raggiunge il suo apice nelle superfici marmore e suoi derivati come, palladiana, graniglia, questo perché il marmo (roccia calcarea o dolomitica) è composto circa 80% di carbonato di calcio (CaCo3) e dunque metamorfica, tenera, facile da lavorare.
Si interviene nella pavimentazione che ha perso l'originaria lucentezza, venuta meno con il tempo a seguito del calpestio e agli agenti atmosferici, qualora si trattasse di un pavimento esterno.


Le fasi di lavorazione vengono determinate principalmente da un sopralluogo, seguito da un'analisi tecnica e quindi dalle rispettive conclusioni.
Solitamente la lucidatura viene preceduta dalla levigatura, nel nostro caso da una microlevigatura, poiché si interviene su imperfezioni superficiali (graffietti, macchie, ecc.) alla profondità di un micron “m”.
Se invece siamo di fronte ad una pavimentazione che come unica pecca è l'opacità della superficie, si può intervenire con la CRISTALLIZZAZIONE (si costituisce una reazione termo­chimica determinata dalla frizione di dischi appositi, dall'agente cristallizzante e dal carbonato di calcio presente nel marmo), generata da uno strato durissimo in superficie che determina la brillantezza.
La manutenzione futura si svolgerà semplicemente con prodotti neutri e con il passare del tempo non si dovrà fare altro che ripristinare le parti che hanno subito innumerevoli calpesti.

CURIOSITA'
La parola “marmo” deriva dal greco e vuole significare “pietra splendente”, esso prende forma da rocce sedimentarie (calcare o dolomia).
Il colore del marmo viene determinato dalla presenza nella roccia di impurità mineraria (argilla,sabbia, ossido di ferro,..), mentre i marmi bianchi (es. marmo di Carrara) sono determinati da rocce calcaree prive di impurità.
Nei tempi passati si utilizzava il piombo come materia lucidante, ora bandita per legge, viene sostituita da sistemi più efficaci e meno dannosi.